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PROGETTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO

Con il Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139, che si occupa del riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, i professionisti abilitati alla progettazione antincendio ed iscritti all'Albo del Ministero dell'Interno sono stati investiti di un compito precedentemente affidato esclusivamente ai tecnici dei Vigili del Fuoco: assumersi la responsabilità della sicurezza delle persone e delle cose in caso di incendio per tutte le attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco secondo il Decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151.

Esempio di Branchline


Il professionista antincendio si occupa quindi di:

  • procedere alla valutazione del rischio di incendio nei luoghi di lavoro secondo il Decreto Ministeriale 10 marzo 1998;
  • certificare la reazione e la resistenza al fuoco dei materiali e degli elementi installati negli edifici;
  • progettare la protezione passiva all'incendio (compartimentazione delle macro aree di un edificio per evitare la propagazione dell'incendio, protezione degli impianti per evitare fonti di innesco, contenimento delle quantità e delle qualità delle scorte in magazzino, valutazione del massimo affollamento consentito nelle singole zone);
  • progettare la protezione attiva contro l'incendio (accessibilità dei mezzi di soccorso, estintori, idranti, impianti sprinkler ad acqua, schiuma o gas inerti, lame d'acqua a diluvio e sistemi ad aerosol);
  • progettare le vie di esodo ed il piano di evacuazione dei locali in caso di incendio, valutando il corretto utilizzo dei segnali di allarme, dell'illuminazione di emergenza, degli evacuatori di fumo e di calore (EFC);
  • verificare la qualità dei materiali installati: rapporti di classificazione europei, marcature CE, dichiarazioni di conformità.

Esempio di Crossmain

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APPROFONDIMENTI:

LA MIA ATTIVITÀ È SOGGETTA AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO?
L'Allegato III al Decreto Ministeriale 7 agosto 2012 definisce quali sono le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, proponendo una sottosuddivisione in categorie (A, B, C). Le attività ricadenti in categoria A possono essere avviate mediante una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), mentre le altre due devono essere sottoposte ad un parere preventivo di fattibilità direttamente al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (Valutazione del Progetto): solo una volta ottenuto il parere favorevole è possibile procedere all'effettuazione dei lavori di adeguamento ed alla successiva SCIA ai sensi dell'art. 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011 n. 151.


COSA SONO UN IDRANTE, UN NASPO, UN ESTINTORE?
L'estintore portatile è un apparecchio contenente un mezzo estinguente, che può essere proiettato sul fuoco per effetto di una pressione permanente o per la pressione rilasciata da un gas contenuto in una cartuccia. Quelli che comunemente troviamo nei luoghi di lavoro sono estintori di categoria ABC a polvere chimica da 6 kg (Definizione, contrassegni distintivi, capacità estinguente e requisiti sono specificati nel D.M. 20 dicembre 1982).
L'idrante antincendio è un attacco unificato, dotato di valvola di intercettazione ad apertura manuale, collegato a una rete di alimentazione idrica. Un idrante può essere a muro, a colonna soprassuolo oppure sottosuolo. Normalmente gli idranti a muro, conservati in una cassetta contenente la lancia di erogazione e la tubazione appiattibile, sono del tipo UNI 45 funzionanti a 120 litri al minuto ed una pressione di almeno 2 bar. Quelli esterni, a colonna o sottosuolo, sono del tipo UNI 70 funzionanti a 30 litri al minuto ed una pressione minima di 3 bar.
Il naspo è un'attrezzatura antincendio costituita da una bobina mobile su cui è avvolta una tubazione semirigida collegata ad una estremità, in modo permanente, con una rete di alimentazione idrica in pressione (anche la rete di acqua potabile) e terminante all'altra estremità con una lancia erogatrice munita di valvola regolatrice e di chiusura del getto. È di facile utilizzo ma funziona solamente a 35 litri al minuto, a bassa pressione.


COSA SIGNIFICA CHE L'ESTINTORE È DI CATEGORIA ABC?
I fuochi sono classificati secondo il combustibile che li ha generati. Un fuoco di categoria A ha origina da materiali solidi come legname, carta, carbone, tessuti, trucioli, pelli ed altri materiali che lasciano braci. Il fuoco di categoria B ha origine da liquidi o solidi liquefatti: benzine, oli, vernici, lacche, alcoli, etere, xiluolo, toluolo, ecc. Appartengono alla categoria C gli incendi generati dai gas: idrogeno, butano, propano, ecc. Il fuoco di categoria D è generato da metalli: sodio, potassio, alluminio, litio, ecc. Un estintore di categoria ABC è in grado di spegnere fuochi delle tre categorie citate.
Gli estintori portatili non sono certificati per l’estinzione di focolai di classe D, ma per particolari attività che utilizzano prodotti quali: il manganese e l’alluminio (quest’ultimo solo se in polvere fine), i metalli alcalini quali sodio, potassio e litio, sono previsti estintori a polvere, dichiarati dal costruttore idonei all’utilizzo sulla classe D, contenenti percentuali intorno al 90% di cloruro di sodio e/o potassio, il restante e composto da fluidificanti e repellenti all’umidità.