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PROGETTARE L'ISOLAMENTO TERMICO

Committente: «MA l'isolamento termico va progettato?»
Architetto: «Sì, va progettato. Come credi che si possano ottenere dei risultati di isolamento senza progettarlo?»
Committente: «Mah, io pensavo che basta chiamare una ditta edile che mi risolva il problema!»
Architetto: «Bravo, e la ditta come fa a dirti come ti risolve il problema?»
Committente: «Beh, loro hanno esperienza, anni di lavoro alle spalle, sanno quello che fanno...»
Architetto: «...certo, e le stagioni non sono più quelle di una volta e si stava meglio quando si stava peggio...»
Committente: «MA...»
Architetto: «MA NIENTE! IL COSTRUTTORE, se è sano di mente, fa un calcolo. E se non ne è capace chiama un tecnico per farselo fare!»
Committente: «Ma il mio muratore di fiducia mi ha detto che con 10 cm di polistirolo risolvo tutto!»
Architetto: «Ah beh, se te l'ha detto lui... chiamalo un po' qui...»
Committente: «RADU, puoi venire qui un attimo per favore?»
Muratore: «Eccomi!»
Architetto:«Sig. Radu, mi dice per cortesia qual è la stratigrafia della parete?»
Muratore: «Chi ha fatto serigrafia? PAVEL HAI FATTO TU STROTOFIA SUL MURO? Ti-am spus sa nu scrie pe pereti!»
Architetto:«No, no, senta sig. Radu... nessuno ha scritto sul muro...»
Muratore: «Allora cosa fatto? Se rotto muro non ha stato miei ragazzi! Loro scemi ma bravi!»
Architetto:«Stia calmo, nessuno ha rotto niente. Sa come è fatto questo muro?»
Muratore: «Certo, con mattoni! Mattoni e calce! C'è mattone, poi calce che tiene mattone, poi mattone, poi calce...»
Architetto:«Sì sì, va bene. Ha detto a Mario che bastano 10 cm di polistirolo per coibentare il muro?»
Muratore: «Sì, certamente, noi fare cappotto con polistirolo e risolve problema. Niente più freddo!»
Architetto:«Chi ha calcolato la dimensione del polistirolo?»
Muratore: «Nessuno calcolato! Io chiesto a fornitore e fornitore dato! Lui sa!»
Architetto:«Bene. E il fornitore perché le ha dato il polistirolo da 10 cm e non il polistirene da 8 cm?»
Muratore: «Perché lui ha quello in magazzino! Lui dice tutto uguale, fa stesso!»
Architetto:«Se uno si chiama polistirolo e l'altro polistirene è perché sono due cose diverse. Ha una scheda tecnica?»
Muratore: «Di cosa?»
Architetto:«Del polistirolo!»
Muratore: «No scheda, solo polistirolo! Perché vuoi scheda? Polistirolo è polistirolo!»
Committente: «VA BENE mi arrendo, ho capito! Cosa devo fare?»
Architetto:«Innanzi tutto chiedere ad un professionista cosa devi fare prima di cominciare.»
Committente: «Eh ma tu costi!»
Architetto:«Sì, ma grazie al mio aiuto lo Stato di restituirà il 65% di quello che spendi. Anche della mia parcella.»
Committente: «Davvero? E come fai?»
Architetto:«Con una magia...»

Mago

SE DEVI FARE UN CAPPOTTO SCRIVI A domenico@gurzi.it OPPURE TELEFONA AL 349.367.2005


APPROFONDIMENTI:

PERCHÉ LA PARCELLA DELL'ARCHITETTO È ALTA? (ESEMPIO DI COMPENSO NETTO)
La parcella dell'architetto non è alta. C'era una volta una legge che stabiliva la parcella degli architetti e degli ingegneri (Legge n 143 del 02.03.1949) che però è stata abolita dal Decreto Legge 24 Gennaio 2012 n. 1: secondo questa legge la parcella sarebbe stata calcolata adottando parametri oggettivi basati sull'importo dei lavori o sul valore del compenso professionale orario (che era di 56,81€/ora).
In realtà questi valori non sono quasi mai stati rispettati, perché già allora la concorrenza imponeva ribassi che oltrepassavano il 40%, ma almeno esisteva una base di partenza ed un modo oggettivo di valutare la coerenza dell'onorario con l'entità dei lavori. Oggi che il compenso professionale si forma esclusivamente tramite un accordo aleatorio tra cliente e professionista gli onorari hanno subito un ribasso del 70-80% rispetto alla succitata legge, rasentando a volte l'antieconomicità del servizio che l'architetto o l'ingegnere offrono. Vogliamo fare un esempio?
Il commitette chiede all'architetto di provvedere ad una SCIA per i lavori di casa. L'architetto fa le sue valutazioni e chiede un compenso di 1000,00€ + CPI + IVA (a titolo di esempio). Il cliente si fa i conti e scopre che dovrà pagare infine 1268,80€, e valuta il compenso eccessivo.
Innanzi tutto si deve considerare che il professionista dovrà seguire i lavori mediamente per la durata di tre mesi tra rilievo, pratiche comunali, preventivi e disegni per le ditte, direzione dei lavori e chiusura pratica, e che il compenso è lordo.
Per avere un'idea di quanto metterà in tasca il professionista si deve tenere conto che dalla cifra stabilita in 1268,80€ si dovranno detrarre le seguenti spese:
- 228,80 € che andranno versati all'Agenzia delle Entrate (22% di IVA sul'lonorario);
- 185,00 € che andranno all'Inarcassa (Ente previdenziale di categoria);
- 230,00 € che andranno versati allo Stato (IRPEF Statale);
- 17,30 € che andranno versati alla Regione (IRPEF Regionale);
- 8,00 € che andrano versati al Comune (IRPEF Comunale);
- 39,00 € che andranno versati allo Stato (IRAP);
- 100,00 € calcolati come spese generali (iscrizione albo, assicurazione, ammortamenti, ecc...).
Dunque il compenso netto, non tenendo conto di eventuali problemi riscontrabili durante il lavoro, risulta essere di

1268,80 - 808,10 = 460,70 €

cioè il 36,31 % di ciò che il committente ha pagato al professionista, che suddiviso per tre mesi di lavoro fa ben 153,57 € al mese!
Ne consegue che l'architetto (e l'ingegnere) per avere uno stipendio confrontabile con quello di un impiegato statale deve svolgere in quei tre mesi almeno 10 lavori simili. Cosa che non è possibile, perché per fare bene un lavoro si deve avere tempo per svolgerlo.
Quindi la parcella non è alta, cvd!


QUANTO COSTA FARE L'ARCHITETTO?
Una volta laureati e abilitati è necessario iscriversi all'Albo professionale e all'Inarcassa, avere un'assicurazione professionale obbligatoria ed uno studio professionale obbligatorio. Si deve aprire una Partita IVA ed affidarsi ad un commercialista per la gestione della contabilità. Il timbro professionale ha un costo di circa 30,00€.
Mentre lo studio professionale può essere istituito in una parte del proprio alloggio di residenza (o di domicilio), il resto si paga: l'albo professionale per gli Architetti di Torino costa 210,00€ l'anno (varia da una Provincia ad un'altra). L'assicurazione professionale ha costi molto diversi secondo la compagnia scelta ed i fattori di richio, ma diciamo che mediamente costa 500,00€ l'anno. Il commercialista onesto, se segue la semplice gestione delle parcelle e delle fatture annuali, costa in media 1200,00€ l'anno. Mentre l'IVA si paga solo se si incassa, i contributi previdenziali si pagano invece comunque: se durante l'anno si fattura ZERO EURO il contributo minimo previsto per la cassa previdenziale è pari a 2978,00€. In caso di guadagni, oltre questa somma si deve versare il 18,50% obbligatorio dei guadagni ed un contributo facoltativo che parte da un minimo di 180,00€.
Quindi, se non si hanno software per i quali si deve pagare un abbonamento annuale, un pc da aggiornare, una stampante da rifornire di inchiostro, se non si usano agende, penne, matite, telefono, automobile, il costo minimo annuale per mantenere lo "status" di architetto (pur non fatturando nulla) è almeno di 4888,00€.